Descrizione
Le nostre acque: una ricchezza. Così il sottotitolo della mostra che il Centro di Documentazione sulla Emigrazione ha realizzato in occasione dell’apertura estiva della rete Museale Biellese edizione 2026. Una ricerca tra le foto dell’archivio a suo tempo costituito da Gian Paolo Chiorino, il promotore dell’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, e nuove immagini raccolte dal sito museale di Donato nel corso degli anni sono state riordinate per temi. Costituisce il filo conduttore della rassegna proprio l’acqua, intesa come elemento della vita quotidiana nei più svariati aspetti. Così una sezione della mostra documenta le fontane, dalle più modeste alle più elaborate, che un tempo erano risorsa primaria per le esigenze della popolazione, quando gli acquedotti comunali erano ancora di là da venire. Per non parlare dei lavatoi pubblici, di cui anche la più piccola delle frazioni di qualunque paese era fornita. E se non c’era? Nessun problema, le brave “lavandere”, munite di “cistun” e “sgableta”si recavano direttamente al torrente, o riale che fosse, a sciacquare i loro panni. Ma Elvo, Ingagna e Viona (questa l’idrografia della zona) fornivano la necessaria energia ai mulini, alle officine e per finire alle fabbriche. Ma le acque hanno pure il pregio di fornire benessere fisico e così a Graglia sorse un bel complesso destinato allo scopo, l’idroterapia insomma. E un simile progetto all’inizio del secolo scorso sembrò prendere forma anche in quel di Donato, anche se poi non giunse a termine. Piena realizzazione hanno invece avuto le iniziative di imbottigliarle queste acque, e di portare anche ben oltre i confini della valle.
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Letzte Änderung: 23.06.2026 12:31:48